Ritorniamo al valore del cibo vero

Ritorniamo al valore del cibo vero

Negli Stati Uniti è stata recentemente aggiornata la piramide alimentare e, per la prima volta, i carboidrati e i derivati delle farine si trovano in cima.
Una scelta che ha fatto discutere, ma che, a mio parere, va letta nella giusta prospettiva: non come una condanna di pane e pasta, ma come un invito a riflettere su che tipo di carboidrati portiamo in tavola ogni giorno.

La differenza non sta nei numeri o nelle calorie, ma nella qualità del cibo.
Questa nuova piramide non elimina, ma seleziona: ci ricorda che dovremmo ridurre i prodotti ultraprocessati — quelli che riempiono scaffali e pubblicità — e privilegiare alimenti freschi, integri, riconoscibili.
Frutta, verdura, legumi, cereali integrali, proteine di buona qualità e grassi “buoni”: tutto ciò che nasce da un ingrediente reale, non da una formula industriale.

In fondo, non è un ritorno al passato, ma al buon senso.
È la stessa filosofia su cui si basa da sempre il mio modo di cucinare e insegnare a cucinare. L’amore, la passione e l’energia sono gli ingredienti fondamentali a disposizione di ciascuno di noi: 
• l’amore per sé stessi ci guida nella scelta di ciò che è meglio per noi.
• La passione ci guida nel selezionare, ricercare e comprendere costantemente gli elementi dando peso ai dettagli. 
• L’energia, che mettiamo nel vivere l’amore e la passione, ci aiuta a comprendere il senso della trasformazione e a soppesare questi ingredienti con equilibrio ed armonia.  

Alimentarsi non è solo fornire nutrimento per il fisico ma è fornire nutrimento per l’anima. 
Siamo talmente abituati a nutrirci di cibi contraffatti e ultra processati, che abbiamo perso il senso di ciò che è vero da ciò che è falso. 
Ci siamo fatti ingannare dalle confezioni accattivanti di cibi pronti, pensando che fossero una soluzione comoda, immediata, emotivamente evocativa per contrastare la frenesia della vita. Abbiamo pensato, dal secondo dopo guerra, che: bello, comodo, e con un prezzo abbordabile, fosse il nuovo lusso alla portata di tutti; ma ci siamo ritrovati a sostenere una malsana abitudine che pian piano svuotava dei valori (amore passione energia) e dei nutrienti reali, ciò di cui ci nutriamo . Ma l’essere umano ha bisogno di nutrirsi di verità in tutti i sensi.

Da qui, come estensione della Factory, nasce Forchetta, la gastronomia che abbiamo aperto nel cuore di Torino: una cucina che rispetta la materia prima e il tempo che serve per trasformarla.
Dove le verdure arrivano fresche dal mercato e le preparazioni partono da zero, perché crediamo che la differenza tra mangiare e nutrirsi stia tutta lì, nella verità degli ingredienti.

Se la nuova piramide americana ci invita a consumare meno farine raffinate, è perché ci spinge a riscoprire il gusto autentico delle cose semplici.
Ed è questo, in fondo, il nostro mestiere ogni giorno: riconnettere le persone al cibo vero, un piatto alla volta.

💬 E voi, cosa ne pensate di questo nuovo approccio?
Credete che l’Italia — patria della dieta mediterranea — abbia ancora qualcosa da insegnare (o da imparare) su come mangiare bene e in modo consapevole?


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