Le citazioni culinarie

Le citazioni culinarie

Le citazioni culinarie

„Hanno pensato che fossi una surrealista, ma non lo ero. Non ho mai dipinto sogni. Ho dipinto la mia realtà.“
Frida Kahlo

Tutti pazzi per Frida
Per Frida Khalo, una delle pittrici del Novecento più famose e conosciute al mondo, eclettica, icona pop, combattente e profondamente innamorata della vita, la Frida, la donna coi baffi, la donna con le sopracciglia che si toccano, la donna che sanguina, la donna che non partorisce, la donna che ama e da chiunque è amata, la donna straziata nel corpo e vestita di fiori, la donna che non muore.

Frida non amava particolarmente cucinare, dicono, prediligeva l’allestimento della tavola e dei banchetti, per i suoi ospiti, e allora i colori dei cibi e delle tovaglie, dei fiori del suo giardino e dei suoi abiti messicani, sono un tuffo nel mondo colorato e onirico di Frida che, nonostante le immense sofferenze durate tutta la vita -  causate da un terribile incidente che le polverizzò le ossa e che la costrinse a letto gran parte della vita e dal marito Diego Ribera, che la tradì e da cui divorziò per poi risposarlo - amò la vita fino all’ultimo giorno.  

La cucina di Frida 
Tutto inizia nella cucina dalla Casa Azul di Coayacàn, ora Museo. La cucina è in muratura, piastrelle bianche, gialle e blu realizzate a Puebla. Sulla stufa a legna e sul tavolo sono impilati i tegami di coccio provenienti da Oaxaca e le pentole di rame fatte a mano nel pueblo magico di  Santa Clara. 

Tutto è ora come allora. Sulle mensole piatti, tazze, brocche, mestoli e bicchieri comprati a Guadalajara e Guanajuato, città  dei metalli. E fra quelle mura sembra di sentire i mariachi che suonano e scorgere Frida che si aggira con i fiori e i nastri nei celebri capelli neri, intenta a cucinare o forse a preparare la tavola per i suoi celebri ospiti, da Trotsky (con cui tesse una breve relazione),  ai  banchetti per le feste religiose e i raduni del popolo. 

Il cibo e la pittura
Frida dipinge nature morte di frutti tropicali e fiori, quadri dai colori accesi e vivaci, a raccontare un mondo fatto di sapori intensi, di sole tropicale, di vita da assaporare con passione. Famosissimo il quadro “La mesa herida” una tavola imbandita ispirata all’Ultima Cena, scomparso in Polonia, a Varsavia, nel 1954.  

I piatti di Frida 
Tanti, tantissimi i piatti amati da Frida, molti dei quali sono descritti nel bellissimo libro di Guadalupe Rivera (figlia di Diego) che visse con Frida e Diego diversi anni: Frida’s Fiestas, Recipes and Reminiscences of life with Frida Kahlo, scritto con la giornalista Marie Pierre Colle. 
I piatti del suo primo matrimonio con Diego, il 26 agosto del 1929 (si risposerà con lui nel 1940 dopo aver divorziato) sono zuppa di ostriche, riso bianco con banane e mole nero.
Frida ama i piatti spagnoli, che riportano alle antiche tradizioni preispaniche. Festeggiava le ricorrenze. Per il Natale il suo menù era: frittelle di gamberi in salsa di mole, con patate, foglie di fico d’India e romerito. Per Pasqua amava un antico piatto: huauzontles in salsa verde. Il 16 settembre festeggiava la Festa dell’Indipendenza con chiles en nogada e lime ripieni di cocco. Tutto innaffiato, nemmeno a dirlo, con Tequila e Margarita.
E ancora tlayudas (tortilla condita con grasso di maiale, formaggio di Oaxaca, cavolfiore tritato), chili con carne, tamales (pasta di mais ripiena di carne, formaggio o pesce e cotta in foglie di pannocchie), gamberi in escabeche. E poi chips di tortillas intinte nel guacamole.