Lo Psicologo ai fornelli

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CARNEVALE ANCHE IN CUCINA VALE

Una delle feste più colorate, più amate dai grandi ma soprattutto dai più piccoli.

Il suo nome deriva dal latino "carnem levare" e indicava il periodo in cui si eliminava la carne fino a Carnalia, festa romana dedicata a Saturno. Nel Medioevo invece con “carna aval”, si indicava il banchetto che si teneva subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. 
Durante questo periodo erano concesse azioni non permesse in altri periodi dell'anno: il popolo si divertiva nascondendosi dietro le maschere per deridere i governanti e i nobili. Balli, banchetti e carri addobbati da cui gettare piccoli oggetti o semi essiccati delle piante erano tra le attività principali di questo periodo.

Possiamo notare come molte di queste tradizioni di maschere, scherzi e cibo siano giunte fino a noi.

Il Carnevale oggi è per lo più un gioco e come tale deve essere vissuto anche dai più piccoli, mantenendolo all’interno di un preciso intervallo di tempo. Poter essere qualcun altro e vivere di qualche eccesso è una grande e divertente opportunità per tutti ma per i bambini, che possiedono confini meno definiti, è importante riportare il tutto alla vita vera, con il ritorno alla identità autentica di ciascuno.

Il Carnevale non è solo travestimento e goliardia, tra i suoi eccessi troviamo ovviamente anche il cibo: bugie, chiacchiere, frappe, struffoli, castagnole, bombe. Questi dolci veloci e a basso costo sono preparati con farina, acqua, uova, burro e zucchero, tirati in sfoglia sottile e fritti, in alcuni casi anche ripieni di creme. La semplicità di queste ricette è data dal fatto che durante i festeggiamenti del passato erano presenti moltissime persone e i dolci dovevano essere preparati a sufficienza per tutti.

Ma perché non trasformare questo momento di eccesso in un momento coinvolgente ed educativo per i nostri bambini?!

Come abbiamo già condiviso, la cucina può essere un luogo veramente importante per il nostro e l’altrui benessere. Coinvolgere il bambino nella preparazione delle ricette carnevalesche fa si che si crei un luogo di scoperta, dove poter imparare cose nuove e dare sfogo alla fantasia accompagnati dalle antiche tradizioni popolari e culinarie. Gustare insieme alla famiglia il risultato di questo piacevole lavoro, sarà per i piccoli di casa un momento in cui essere felici e compiaciuti per ciò che si è creato.
La realizzazione delle ricette non vuol dire solo “pasticci” e fantasia ma consente inoltre ai bambini di confrontarsi con delle regole da seguire, misure, tempi e sequenze che diventano indispensabili per la buona riuscita del lavoro che si sta svolgendo e che si vuole portare a termine. 

In questo periodo, come in altri momenti di festa, un comune errore da evitare è il vietare, proibire i cibi a noi e ai nostri bambini. Una buona educazione alimentare prevede che anche i cibi che possono essere meno salutari vengano inseriti all'interno di sane abitudini alimentari e comportamentali, contestualizzando il momento e limitandolo ad un preciso periodo, ad esempio al periodo del Carnevale. Il bambino, talvolta anche l’adulto, deve essere guidato durante questo periodo: bisogna individuare delle porzioni equilibrate, non serve compensare gli eccessi saltando i pasti o assumendo dei regimi alimentari restrittivi per espiare il peccato di gola. 

Di forte impatto è avere un “menù familiare” sano e leggero, condiviso da tutti i componenti della famiglia. 

In questo modo la famiglia, come in tutti gli ambiti della vita dei piccoli, ma anche dei grandi, diventa un modello educativo attraverso la condivisione e l'esempio.