La Frasca risponde

La Frasca risponde

La Frasca risponde

Rigenerata dalle vacanze estive mi sento un po’ come Rambo per questa nuova partenza. 
Coltello tra i denti e via che si va!

Ma prima è bene affilare il coltello, non per far fuori il capo già stressato, mi raccomando! 

Ma quanti di voi sanno come farlo?  A giudicare dalle vostre richieste direi che siete più lanciatori di coltelli che affilatori… Partiamo dal presupposto che l’affilatura è una scienza!

Conosciamo un po’ meglio l’utensile che abbiamo tra le mani: tutti i coltelli hanno una lama (se no che coltelli sarebbero?!), ma cos’ha di particolare questa lama e perché devo affilarla di tanto in tanto?
Chi vede meglio di me può notare che sul bordo della lama sono presenti tanti “dentini” che a causa dell’utilizzo si consumano e fino a sparire. Per questo abbiamo bisogno di affilare i nostri coltelli, le nostre lame, per farli ricomparire (non cercate di vederli, ci vuole un microscopio...).

Starete pensando “puoi capire che scienza?!” Eh no miei cari, non è affatto semplice. Se no che ci starei a fare io, Rambo-Frasca?

Passiamo alla pratica, possiamo usare diversi strumenti sia per mantenere la lama affilata che per molarla quando proprio non taglia più nulla. Vediamo quali sono.

La cote è un utensile, di solito di ceramica o di materiale diamantato, pensate alla classica “ruota” dell’arrotino, anche lei rientra in questa categoria. Per affilare il vostro coltello dovete far scorrere la lama in senso contrario a quello di taglio, passando dal lato più grossolano a quello più fine con un movimento costante. 

L’affilatore invece è un utensile che di solito viene utilizzato per l’affilatura di mantenimento. Rispetto alla cote ha un’azione più leggera, in pratica, la sua funzione è di rimettere in asse i “dentini” della lama. Per usarlo basta impugnarlo saldamente (mi raccomando! Sia mai che mi affettate il marito o la moglie) e fargli scorrere sopra la lama sempre in modo continuativo.

Ma complichiamo un po’ il tutto parlando della chiave dell’affilatura: l’angolazione! Scienziati, fisici e premi nobel trascorrono ancora oggi notti insonni su questo tema. La vostra Frasca, come sempre, è per la semplificazione però. Vi basti sapere che minore è l’angolo di affilatura tra cote e lama, più questa diventa affilata. Ricordatevi però che una maggiore affilatura corrisponde a una maggiore fragilità. Quindi più affilate una lama e più spesso dovrete affilarla. E poi non dite che non ve l’avevo detto eh!